Vicenza, Sabato 24 Agosto 2019

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Gettito fiscale più equilibrato: otto proposte

di Giuseppe Rebecca
Il Commercialista Veneto, N. 247

Il Governo è alla ricerca della quadratura, tra entrate che non possono calare e bonus da concedere. A ben vedere, potrebbero essere attuati dei provvedimenti che consentirebbero una maggiore equità e una migliore ripartizione delle risorse. Ecco le proposte:

1. Limitare le agevolazioni in agricoltura. Sì potrebbe porre un limite massimo di fatturato per la tassazione delle aziende agricole in base al reddito agrarioo. L'utilizzo che talvolta oggi si fa di questa agevolazione appare infatti improprio. Per esempio, molte tra le più importanti cantine vitivinicole italiane vendono a prezzi elevati, ovviamente vini di qualità, senza legittimamente pagare le imposte. Se poi le vendite le fa una impresa commerciale collegata alla stessa proprietà, basterà un attento dosaggio dei prezzi di trasferimento e di imposte non se ne parla. L'agevolazione per gli agricoltori è un retaggio del passato; se si ritiene di mantenerla, è opportuno porre un tetto massimo, ad esempio, 100.000 euro di fatturato, per società e aziende individuali. Oltre, si pagano le imposte normali, come tutti. Non c'è alcun motivo per non assoggettare ad imposte questo reddito, unica residua esenzione legale, oggi giorno.

2. Redditometro. Perché non prevedere, nel modello Unico, un rigo ove dichiarare un reddito "da redditometro", senza particolari specificazioni? Oggi, chi volesse ravvedersi, non sa proprio dove dichiarare un reddito senza una sua natura specifica. Che male farebbe, a dichiarare? Paga le imposte, e, almeno fino a un certo limite, è coperto. Si farebbe un po' come le percentuali per gli studi di settore, ove è previsto l'adeguamento. Si pensi a un contribuente che, in base al cosiddetto redditometro risultasse avere un reddito inadeguato: l'accertamento sarebbe sicuro. Se volesse evitarlo, perché non consentirgli di pagare su un reddito generico?

3. Detrazioni al 10 per cento. Si potrebbe allargare la deducibilità o la detrazione degli oneri per le persone fisiche, peraltro limitandola al 10% o al 20 per cento. Ci sarebbe più interesse a richiedere le fatture per pre­stazioni/acquisti deducibili, il procedimento parrebbe virtuoso. Si tratterà di valutare le tipologie di interventi (manutenzioni immobiliari ordinarie, spese per giardini e fiori, spese per matrimonio, ecc.).

4. Pagamento in anticipo delle imposte. Lo si potrebbe consentire, conce­dendo uno sconto pari al tasso decennale dei Btp, I contribuenti potrebbero scegliere se investire le loro risorse nei titoli di debito dello Stato oppure in imposte anticipate; nel corso degli anni, poi, attingerebbero dal "tesoretto" personale. Il tutto potrebbe essere incentivato con uno sconto dell'I per cento. 11 provvedimento è stato adottato in Belgio già 25 anni fa, ma non ne è noto l'esito.

5. Tasse sui beni. Ogni epoca ha le sue tasse, da sempre. Si cambia il modo di vivere, cambiano i consumi, ma il Principe (e ora il Governo) è sempre pronto a tassare il comportamento umano. Ai primi dell’800, quante lotte, in tutta Italia, contro l'odiosa tassa sul macinato che dava all'erario oltre l'80% delle entrate totali. Poco importava se la gente povera moriva di fame, se i mugnai lavoravano murati nei loro mulini. Le entrate erano assicurate. La farina era un bene essenziale, non se ne poteva fare a meno, ed ceco i vari governi di quel tempo pronti a tassarla. Ma tornando ai nostri giorni, il contatore dei giri della ruota del mulino è stato da tempo sostituito dall'erogatore della benzina. Stesso principio, stesso contatore, stessa tassa. Su ogni litro di benzina, circa tre quarti del prezzo pagato vanno all'erario. È una esagerazione bella e buona Per non parlare poi della tassazione della casa. Comunque, tutta roba da buttare. La tassa del futuro sarà sulle comunicazioni e su internet. I francesi ci stanno già pensando; internet, tablet e smartphone.

6. Permute immobiliari. Perché non agevolare il privato che cede il proprio bene all'impresa che Io ristruttura? Oppure la permuta di un immobile usato contro un nuovo? La doppia imposizione blocca il mercato, già così poco ricettivo. Un trattamento neutro, come per le auto, dovrebbe dare un bell'impulso al mercato, con un conseguente aumento del gettito complessivo.

7. Una tassa sui trasporti. Si potrebbero tassare i trasporti, di persone e cose, favorendo il Km zero. I trasporti inquinano e necessitano di inve­stimenti elevati, per le infrastrutture. Pare assurdo mangiare frutta fuori stagione. E viaggiare lontano, quando poco si conosce della propria na­zione. Certo ci saranno proteste, ma la logica sarebbe rispettata, con una tassa sui trasporti, di persone e cose.

8. Una tassa sulla pubblicità. Perché non tassare la pubblicità? Non svolge certamente attività informativa, quando invece è sottrazione di tempo e attenzione al cittadino. Perché non tassarla? Si dirà: ma è assurdo Se ci si pensa un po', non più di tanto. Si mettono i ticket sulla salute c non si tassa la pubblicità? Pare un controsenso Certo i giornali, già in crisi per loro conto, e la televisione faranno azione di lobby, ma ci si potrebbe provare. Chissà cosa ci riserverà il prossimo futuro, in materia di manovre fiscali. Ma imprese, professionisti e lavoratori, tutti, hanno bisogno, oltre che di una riduzione delle imposte, al momento sempre solo promessa, di vera semplificazione, e soprattutto di stabilità. Non certamente di esperimenti in vitro tipo spesometro.

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