Vicenza, Lunedì 23 Settembre 2019

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Cessione d’azienda più conveniente della successione o donazione

di Giuseppe Rebecca
EUTEKNE.INFO - Il quotidiano del Commercialista, 9 gennaio 2019 

C’è una evidente distonia, nel mondo fiscale, una delle tante. Riguarda le imposte applicabili nel caso di successione o donazione di aziende, non effettuate a favore del coniuge o di discendenti, in presenza di immobili nel patrimonio aziendale.

Si ricorda che qualora la successione o donazione di azienda si effettui a favore del coniuge e/o dei discendenti, e questi proseguono l’attività per almeno cinque anni, è prevista l’esenzione da imposte (art. 3 comma 4-terdel DLgs. 346/1990 -TUS) e quindi anche l’esenzione per le imposte ipotecarie e catastali.

Nel caso in cui la donazione/successione non dovesse, invece, rispettare questo requisito soggettivo, si renderanno dovute le normali imposte sulla donazione/successione (ovviamente con l’applicazione della franchigia del caso) e, in presenza di immobili, si rendono dovute le imposte ipotecane del 2% (3% in presenza di immobile strumentale per natura o compensi in piano urbanistico) e catastali deìl’1%.

Questo è il regime impositivo applicabile. Ma evidentemente ciò stride con la fattispecie della cessione di azienda, dove si rendono applicabili le imposte ipotecarie e catastali fisse in misura di 50 euro l’una (art. 10 comma 3 del DLgs. 23/2011).

In conclusione, questi i casi che si possono oggi verificare:

  • cessione di azienda con immobile, a chicchessia, familiare o non familiare: imposte ipotecarie e catastali 50+50 euro;
  • donazione di azienda con immobili, esente (al coniuge, e/o ai discendenti): imposte ipotecarie e catastali non dovute;
  • donazione di azienda con immobili che non gode di esenzione e* art. 3 comma 4- fendei DLgs. 346/90: ipotecarie 2% e catastali 1%.

È di tutta evidenza la distonia. Si tratta in maniera agevolata la cessione di azienda, e non così la donazione/successione di azienda, se non effettuata nei confronti del coniuge o dei discendenti. È evidente che la logica stride, trattando in misura più conveniente la cessione rispetto alla donazione/successione di azienda.

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