Vicenza, Venerdì 7 Agosto 2020

>> Anno 2017

Il social bonus

di Giuseppe Rebecca
Il Commercialista Veneto, N. 240 - Novembre / Dicembre 2017

 

Introduzione

A gennaio 2018 debutterà il cosiddetto “social bonus” introdotto dal Codice del terzo settore (D.Lgs. 117/2017, art. 81).

Si tratta di un interessante incentivo fiscale per i privati e per le imprese che desiderano sostenere enti non profit intenzionati a recuperare immobili pubblici inutilizzati o confiscati alla criminalità organizzata.

Nella giornata del 28 novembre scorso è stato firmato un importante protocollo d’intesa tra il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, l’ANBSC (Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), l’Agenzia del demanio e l’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) che consentirà la destinazione agli enti senza scopo di lucro di detti immobili.

Il beneficio

Il “social bonus” è articolato nella stessa falsariga dell’“art bonus”, provvedimento che riguarda le agevolazioni concesse a chi investe nel restauro dei beni artistici pubblici. Il beneficio che ne può trarre chi versa un contributo ad un ente non profit interessato a recuperare immobili pubblici inutilizzati o confiscati, è pari al 65% di quanto versato per i privati e gli enti non commerciali e al 50% per le imprese, beneficio utilizzabile in tre anni.

Sono state poste più o meno le stesse limitazioni previste per l’art bonus, e pertanto il credito d’imposta è riconosciuto, nelle due misure del 65% per i privati e gli enti non commerciali e del 50% per le imprese, su quanto effettivamente pagato (criterio di cassa). Ed è utilizzabile in 3 quote annuali di uguale importo.

Non è stato posto alcun limite quantitativo di spesa, salvo quanto sotto indicato, come pure nessun limite è stato posto per la compensabilità del credito d’imposta. Le quote annue eventualmente non utilizzate potranno essere riportate in avanti, senza alcun limite temporale.

Il beneficio è riconosciuto con queste limitazioni:

- alle persone fisiche e agli enti non commerciali nel limite del 15% del reddito imponibile;

- e ai soggetti titolari di reddito d'impresa nel limite del 5 per mille dei ricavi annui.

La relazione tecnica al decreto legislativo stima che il credito d’imposta valga 3,9 milioni di euro all’anno per le persone fisiche e 29,9 milioni per le altre tipologie di contribuenti: il costo complessivo per lo Stato è quindi stimato in euro 33,8 milioni di euro all’anno.

Le condizioni

Gli enti del terzo settore dovranno presentare uno specifico progetto di recupero dell’immobile al Ministero del Lavoro; un decreto stabilirà le relative procedure.

Il “social bonus” esclude i donatori dall’utilizzo di altre agevolazioni fiscali, come le detrazioni e le deduzioni previste dall’articolo 83 del Codice del terzo settore o da altre disposizioni.

In ogni caso l’ente non profit dovrà utilizzare l’immobile oggetto di social bonus esclusivamente per le proprie attività “istituzionali”, svolte con modalità non commerciali; è esclusa la vendita di prodotti.

L’agenzia del Demanio stima un bacino di circa 950 immobili utilizzabili per finalità del social bonus per un valore di 296 milioni di euro e una superficie complessiva di 606 mila metri quadrati. E il Governo stima una richiesta annua del 3% di questo patrimonio. Ma ci sono anche gli immobili sequestrati in via definitiva alla criminalità organizzata: si tratta di oltre 7 mila immobili, cifra in continua evoluzione (con le nuove confische).

Una esemplificazione, relativa alle limitazioni massime:

A) Persone fisiche (ed enti non commerciali): limitazione del 15% del reddito imponibile

Esemplificazione:

spesa 10.000

social bonus 65% = 6.500

a) se nel reddito imponibile è di euro 40.000, il credito d’imposta sarà di euro 6.000 (15% del reddito imponibile) in tre anni (la differenza di 500, rispetto al 65% di 10.000, e quindi rispetto a 6.500, è persa);

b) se il reddito imponibile fosse di euro 100.000, il credito d’imposta sarebbe di euro 6.500 in tre anni .

Volendo determinare il credito d’imposta massimo utilizzabile si ha:

nel caso di reddito di 100.000: 100.000 x 15%= 15.000; erogazione massima ammessa 23.077 (15.000 / 65%).

L’esborso effettivo, nell’arco dei tre anni, sarebbe di Euro 8.077 (23.077 – 15.000).

Quindi, arrotondando, si può affermare che il privato che versa 23.000, ha un costo effettivo di 8.000; il costo effettivo si riduce pertanto a poco più di 1/3 dell’erogato. Si eroga 100 e si ha un costo di 35. Il beneficio appunto è del 65%.

B) Imprenditori: limitazione del 5 dei ricavi annui

Esemplificazione:

spesa 20.000

social bonus 50% = 10.000

a) se i ricavi sono pari ad euro 1.000.000, si ha un credito d’imposta di euro 5.000 in tre anni (5‰ di ricavi) (la differenza di 15.000 è persa)

b) se i ricavi sono pari ad euro 2.000.000, si ha un credito d’imposta di euro 10.000, sospesi in tre anni.

Volendo determinare il credito d’imposta massimo utilizzabile per una società di capitali si ha:

nel caso di ricavi pari ad euro 2.000.000 x 5‰=10.000; erogazione ammessa 20.000 (10.000 / 50%).

L’esborso finanziario netto nell’arco dei tre anni di utilizzo del credito d’imposta sarebbe pari a 20.000-10.000=10.000 euro, ossia il 50% delle erogazioni effettuate (in valore assoluto e senza effettuare attualizzazioni per considerare la fruizione differita del credito d’imposta).

Quindi, l’impresa versa 20.000 e ha un costo di 10.000; il costo effettivo si riduce pertanto a metà di quanto erogato.

Si erogano 100 e si ha un costo effettivo di 50.

SOCIAL BONUS per donazioni ad enti non profit

NORMA

D.Lgs 117/2017, art. 81

OGGETTO

Erogazioni, tracciabili, in denaro ad enti non profit per recupero di immobili

- pubblici inutilizzati

- oppure confiscati dalla criminalità organizzata.

ENTITA’ DEL CREDITO D’IMPOSTA

65% per i privati ed enti non commerciali

50% per le imprese

UTILIZZO

3 quote annuali di pari importo

LIMITAZIONI

Persona fisica

Impresa

15% del reddito imponibile

5‰dei ricavi

 

 

Esemplificazione

Persona fisica

 

CONTRIBUTO

10.000

10.000

REDDITO

40.000

100.000

CREDITO D’IMPOSTA

6.000

6.500

COSTO EFFETTIVO

4.000

3.500

 

Impresa

CONTRIBUTO

20.000

20.000

REDDITO

1.000.000

2.000.000

CREDITO D’IMPOSTA

5.000

10.000

COSTO EFFETTIVO

15.000

10.000

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