Vicenza, Venerdì 7 Agosto 2020

>> Anno 2017

I paradossi del fisco

di Giuseppe Rebecca e Giorgia Cavallari
Il Commercialista Veneto, N. 235 - Gennaio  / Febbraio 2017

Lo stesso bene può avere fiscalmente più di un valore? La logica ci porterebbe a dire di no, ma invece dal punto di vista fiscale un immobile può avere più valori, a seconda dell’imposta da versare.

È bene anzitutto ricordare che in ambito di tassazione immobiliare trovano applicazione i moltiplicatori catastali, come disciplinati dall’articolo 52 del Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta di Registro. Questi, applicati alla rendita catastale rivalutata, consentono di ottenere la base imponibile sulla quale poi poter calcolare le varie imposte indirette, quali le comunali IMU e TASI, le imposte sulle successioni e sulle donazioni, le ipo-catastali, ovvero l’imposta di registro.

Tali moltiplicatori sono differenti non solo a seconda della tipologia di immobile (sia quindi esso un terreno ovvero un fabbricato), ma anche in ragione della categoria catastale di appartenenza.

Il legislatore ha apportato varie modifiche ai suddetti moltiplicatori nel corso degli anni, lasciando però, di volta in volta, l’incongruenza di fondo che prevede, sostanzialmente, l’attribuzione di diversi valori al medesimo bene, in funzione della tipologia di imposta da versare.

Conseguenza di quanto detto sino ad ora è, ad esempio, che per un immobile appartenente al gruppo A (ad esclusione della categoria catastale A/10, ossia gli uffici e gli studi privati) dovrà essere applicato il moltiplicatore 120 (110 nel caso si tratti di prima casa), per quanto riguarda il calcolo dell’imposta di registro, di quella sulle successioni e donazioni nonché delle imposte ipo-catastali. Diverso è il caso in cui si vogliano calcolare l’IMU e/o la TASI, in quanto sullo stesso immobile il moltiplicatore da utilizzare sarà pari a 160.

Risulta di non facile comprensione le ragioni che hanno portato il legislatore a prevedere tale doppio binario, generante le disparità sopra mostrate. Sostenere che lo stesso bene abbia valori differenti in funzione dell’imposta da pagare è sicuramente uno dei paradossi fiscali italiani. Invece di stabilire aliquote di imposte diverse, si è preferito intervenire sul valore creando così risultati del tutto irrazionali.

Il previsto e alla fine abbandonato riordino del Catasto non potrebbe portare benefici, sul punto, se non magari lo stimolo per una revisione, in generale.

Tabella 1 - I moltiplicatori catastali nell'attuale normativa

MOLTIPLICATORI CATASTALI

Categoria catastale

IMU e TASI

Imposta di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni

Gruppo A (escluso A/10)

160

120 oppure 110 se prima casa

Categoria A/10

80

60

Gruppo B

140

140

Categoria C/1

55

40,8

Categorie C/2, C/6 E C/7

160

120 oppure 110 se pertinenza prima casa

Categoria C/3, C/4 e C/5

140

120

Gruppo D (escluso D/5)

65

60

Categoria D/5

80

60

Gruppo E

Esenzione

40,8

Terreni non edificabili

135

90

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